Il pianista e compositore romano Luciano Bellini ha offerto un recital assai interessante e inconsueto, con pagine rare prese dal repertorio a cavallo fra XIX° e XX° secolo. Particolarmente convincenti le sue letture di Wagner, Webern e Berg, molto intrigante il suo brano “Costellazioni”, sospeso fra ricordi di John Cage e suggestioni espressioniste, il tutto sospeso su contrappunti fitti condotti con estrema perizia. Suceesso di pubblico e richieste di bis.
